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Progetto G124 Renzo Piano: rigenerazione della Corte Don Bosco

Le periferie delle città sono spesso percepite come spazi marginali, distanti dai centri nevralgici e con minori opportunità di sviluppo. Tuttavia, grazie al progetto G124 ideato da Renzo Piano, questa visione sta cambiando. Il progetto, nato durante il suo mandato come senatore a vita, ha l’obiettivo di trasformare le periferie italiane in luoghi più vivibili, inclusivi e stimolanti, offrendo nuove opportunità alle comunità che le abitano.

Il progetto G124: una visione per il futuro delle città

Il nome G124 ricorda la stanza del Senato che il primo architetto d’Italia occupò nella Capitale e simboleggia il luogo ove fu meditato il rinnovamento delle città periferiche italiane. Un luogo che è diventato il fulcro di un lavoro corale dedicato alla rigenerazione urbana. Con l’aiuto di un gruppo di giovani architetti e di esperti multidisciplinari, Piano ha promosso interventi in diverse città italiane, intervenendo su aree periferiche spesso dimenticate. Il progetto G124 si distingue per il suo approccio che pone le persone al centro: ogni intervento mira non solo a riqualificare l’aspetto materiale degli spazi, ma cerca di scatenare i rapporti sociali, ravvivare il sentimento dell’ « essere comunità » e convertire siti abbandonati in elementi di vita e di cultura.

Tra i tanti interventi curati dal progetto G124, spiccano trasformazioni che hanno ridato vita a contesti urbani complessi e ricchi di potenzialità. Ad esempio, nel quartiere Librino a Catania, è stata data nuova linfa agli spazi pubblici con la creazione di percorsi pedonali ben integrati nel tessuto urbano e l’inserimento di aree verdi progettate per favorire l’aggregazione sociale. A Venezia, invece, il quartiere Marghera è stato teatro di un ambizioso intervento che ha convertito ex zone industriali in spazi polifunzionali, tra cui parchi urbani e centri culturali, offrendo nuove opportunità alla città. Questi progetti, come la Corte Don Bosco nel quartiere San Paolo di Bari, incarnano la visione del G124: trasformare le periferie in luoghi di innovazione e vitalità, rispettando sempre le caratteristiche uniche di ogni contesto. Ogni progetto ha portato con sé una ventata di cambiamento, valorizzando le peculiarità del contesto locale.

La Corte Don Bosco: un nuovo cuore pulsante per il quartiere San Paolo

Un tempo trascurata e poco vissuta, la Corte Don Bosco si trovava in uno stato di degrado che ne limitava il potenziale. Grazie al progetto G124, è stata completamente trasformata in un luogo di incontro e aggregazione per il quartiere, contribuendo a migliorare la qualità della vita degli abitanti e a rafforzare il senso di comunità.

L’intervento ha previsto la piantumazione di oltre cento alberi, tra allori e lecci, disposti in modo da creare nel tempo una copertura verde naturale. Questi sono inseriti all’interno di quadrature in pietra, che non solo definiscono gli spazi, ma fungono anche da contenimento per la pavimentazione drenante, garantendo una maggiore integrazione tra natura e architettura.

La corte è concepita come un grande giardino urbano, in cui la vegetazione crescerà fino a formare un tetto verde unitario. Al centro si apre una radura, caratterizzata da una lavorazione del suolo che genera un podio circolare, pensato come fulcro dello spazio. Attorno ad esso si sviluppa una seduta continua in pietra, composta da conci dello stesso spessore della pavimentazione, interrotta in alcuni punti per favorire l’accessibilità e la flessibilità d’uso.

La pavimentazione in basole bocciardate è disposta in maniera radiale rispetto al cuore della corte, accompagnando il naturale dislivello del terreno e creando un dialogo armonioso tra le diverse quote dello spazio.

La pietra, elemento protagonista del progetto, insieme alla vegetazione, è stata impiegata per dare solidità e carattere all’intervento, legando la nuova Corte Don Bosco alla tradizione costruttiva del territorio. Questo intervento non ha solo migliorato l’aspetto del luogo, ma ha anche avuto un profondo impatto sociale, contribuendo a cambiare la percezione del quartiere San Paolo da quartiere con criticità sociali ad area di potenzialità e sviluppo umano.

La pianificazione e la partecipazione della comunità

L’idea progettuale nasce da un accordo di consulenza scientifica tra il Comune e il dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari. La direzione scientifica è affidata a Carlo Moccia e Francesco Defilippis, che coordinano il lavoro di Tiziano De Venuto, Ezio Melchiorre, Rosa Piepoli e Giuseppe Tupputi, giovani architetti selezionati attraverso borse di studio post-laurea finanziate dal gruppo G124 di Renzo Piano.

Il progetto ha coinvolto attivamente la comunità locale. Incontri con i residenti, organizzati dai borsisti insieme al presidente e ai consiglieri del Municipio III, hanno permesso di integrare idee e suggerimenti degli abitanti nella definizione degli interventi, seguendo la filosofia di Renzo Piano di realizzare “lavori di rammendo” capaci di rispondere alle esigenze delle persone e di cucire le periferie al tessuto urbano circostante.

Il nostro contributo: un tocco di pietra per un sogno condiviso

In questo progetto, la nostra azienda ha avuto l’onore di collaborare con il team G124 di Bari, contribuendo alla realizzazione della Corte Don Bosco attraverso la fornitura e la lavorazione degli elementi lapidei all’interno della radura. Al centro della corte, lo spazio verde circolare è racchiuso dalla panca modulare in pietra naturale, sopraelevata rispetto al piano alberato, e raggiungibile da più gradini a seconda del dislivello.

Abbiamo lavorato con la nostra consueta cura artigianale nonché con l’aiuto di tecnologie CNC per gli elementi più complessi, come le sedute sagomate che cingono il cuore della corte. Il materiale utilizzato rispetta le radici storiche del territorio pugliese essendo una pietra bianca locale già molto usata in piazze, centri storici e vie importanti del barese.

Un progetto che unisce bellezza e comunità

Partecipare al progetto G124 di Renzo Piano per la Corte Don Bosco è stato per noi molto più di una semplice collaborazione professionale. Abbiamo condiviso una visione: quella di creare luoghi che possano migliorare la qualità della vita delle persone. Ogni blocco che abbiamo lavorato rappresenta il nostro impegno a contribuire a un futuro in cui le periferie non siano più sinonimo di marginalità, ma diventino luoghi di centralità e innovazione sociale.

Crediamo che la bellezza debba essere accessibile a tutti e che ogni intervento di rigenerazione urbana possa generare un impatto positivo duraturo. La Corte Don Bosco ne è la prova concreta: un luogo che, grazie alla collaborazione tra professionisti del settore, istituzioni e comunità è tornato a vivere, offrendo nuove possibilità di incontro e crescita.

Guardando al futuro

L’esperienza con il progetto G124 ci motiva a proseguire sulla strada della valorizzazione del territorio attraverso la pietra, materiale che per noi rappresenta non solo una risorsa costruttiva, ma un simbolo di storia e identità.

Siamo profondamente grati al team G124 e a Renzo Piano per averci dato l’opportunità di contribuire a un progetto così significativo. Partecipare alla rinascita della Corte Don Bosco ci ha permesso di mettere in campo la nostra passione per la lavorazione della pietra, condividendo la visione di trasformare uno spazio in un luogo vivo e accogliente, capace di unire le persone e raccontare una nuova storia di bellezza e rinascita.


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